2026. Un Paese più forte passa da lavoro vero, contratti moderni, salari adeguati e pluralismo sindacale

Buon 2026.Lo dico senza retorica e con una convinzione precisa: l’Italia può ripartire davvero solo se rimette al centro le priorità strutturali, quelle che incidono sulla vita delle persone e sulla competitività delle imprese. E tra queste priorità ce n’è una che non ammette ambiguità: il lavoro deve tornare ad essere dignità, sicurezza, prospettiva. Non precarietà mascherata, non povertà normalizzata, non fatica senza futuro. Entriamo in un nuovo anno mentre