CONFIAL: Meno tasse su lavoro e pensioni, carburanti più accessibili e lotta serrata all’evasione

CONF.I.A.L.: MENO TASSE SU LAVORO E PENSIONI, CARBURANTI PIÙ ACCESSIBILI E LOTTA SERRATA ALL’EVASIONE
Di Iacovo: “Questa sarebbe una vera manovra economica per restituire potere d’acquisto, sostenere i consumi e rilanciare il sistema produttivo”
Il costo della vita, l’aumento dei carburanti e una pressione fiscale ancora troppo elevata stanno comprimendo il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. Non servono interventi occasionali o bonus temporanei, ma una manovra organica che rimetta al centro i redditi da lavoro e da pensione, cioè quelli dichiarati e tassati alla fonte.
CONF.I.A.L. propone un pacchetto di misure concrete e sostenibili:
* tassazione fortemente ridotta sulle tredicesime e sulle eventuali quattordicesime, fino all’esenzione per i redditi medio-bassi;
* detassazione degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, nel settore privato e nel pubblico impiego;
* aliquota agevolata sul lavoro straordinario, entro limiti definiti e senza trasformarlo in uno strumento per sostituire nuove assunzioni;
* riduzione della tassazione separata sul TFR, che costituisce salario differito e risparmio accumulato dal lavoratore durante tutta la vita professionale;
* innalzamento della soglia esente e riduzione dell’IRPEF sulle pensioni medio-basse;
* piena rivalutazione delle pensioni rispetto all’aumento reale del costo della vita;
* incentivi alla contrattazione aziendale e alla partecipazione dei lavoratori agli incrementi di produttività.
Non si tratta di concedere privilegi. Si tratta di restituire ai lavoratori una parte di ciò che producono e ai pensionati una quota del reddito costruito attraverso anni di contribuzione.
Anche il prezzo dei carburanti è diventato una questione sociale. I dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano prezzi medi nazionali superiori ai due euro al litro, con il gasolio che ha superato sensibilmente tale soglia. Per chi deve utilizzare ogni giorno l’automobile per raggiungere il luogo di lavoro, soprattutto nei territori con trasporti pubblici insufficienti, questo costo si trasforma in una vera e propria tassa sulla mobilità e sul lavoro.
L’abbassamento delle accise è necessario, ma da solo non basta. CONF.I.A.L. propone un meccanismo automatico di accisa mobile che utilizzi il maggiore gettito IVA generato dall’aumento dei prezzi per ridurre immediatamente il carico fiscale sui carburanti.
Allo stesso tempo, il Governo, anche attraverso il proprio ruolo di azionista di riferimento, dovrebbe promuovere nei confronti di Eni una forte iniziativa di responsabilità nazionale affinché venga praticata, compatibilmente con i costi industriali e con regole di mercato trasparenti, una riduzione significativa dei prezzi nelle stazioni a marchio. Un intervento di un grande operatore potrebbe produrre un effetto concorrenziale positivo sull’intera rete distributiva.
Non chiediamo prezzi politici o interventi arbitrari sulle imprese. Chiediamo trasparenza sulla formazione dei prezzi, verifica dei margini lungo la filiera e una responsabilità particolare da parte delle aziende nelle quali lo Stato esercita un ruolo rilevante.
Occorre inoltre rilanciare lo smart working per tutte le attività realmente compatibili. Il lavoro agile, regolato dalla contrattazione collettiva e accompagnato dal diritto alla disconnessione, può ridurre i costi degli spostamenti, migliorare la conciliazione tra vita e lavoro, alleggerire il traffico e diminuire i consumi energetici. Non deve diventare isolamento o lavoro senza orario, ma una modalità organizzativa concordata, misurata sui risultati e rispettosa dei diritti.
Queste misure richiedono coperture certe. Per questo CONF.I.A.L. indica una strada altrettanto netta: una lotta serrata all’evasione fiscale, al lavoro nero e all’economia sommersa.
Non è più accettabile chiedere continuamente sacrifici a lavoratori dipendenti e pensionati, i cui redditi sono conosciuti e tassati all’origine, mentre una parte rilevante della ricchezza prodotta continua a sfuggire al fisco e alla contribuzione previdenziale.
Servono:
* incrocio effettivo delle banche dati fiscali, previdenziali e patrimoniali;
* rafforzamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro e degli organi di controllo;
* contrasto alle false partite IVA, agli appalti irregolari e alle imprese che utilizzano lavoro nero;
* maggiore tracciabilità nei settori più esposti all’evasione;
* recupero dell’IVA evasa e dei contributi previdenziali non versati;
* esclusione dagli incentivi pubblici delle aziende che violano le norme fiscali, contributive e contrattuali;
* premialità per imprese, professionisti e cittadini che rispettano pienamente gli obblighi;
* utilizzo trasparente delle risorse recuperate per ridurre le imposte sul lavoro e sulle pensioni.
La lotta all’evasione non deve trasformarsi in una persecuzione delle piccole imprese sane o di chi attraversa una difficoltà temporanea. Deve colpire con decisione chi costruisce la propria competitività sull’illegalità, sullo sfruttamento e sulla sottrazione di risorse alla collettività.
Questa sarebbe una vera manovra economica: ridurre le tasse sui redditi certi, recuperare quelle sottratte, sostenere i consumi, rendere meno costoso recarsi al lavoro e accompagnare imprese e lavoratori verso modelli organizzativi più moderni.
La crescita non si costruisce tassando ancora chi ha sempre pagato. Si costruisce premiando il lavoro regolare, restituendo potere d’acquisto alle famiglie e facendo emergere quella parte di economia che continua a vivere nell’ombra.

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