CONFIAL. Lo sciopero non può diventare una consuetudine: rischiamo di trasformare un diritto sacro in un gesto vuoto

“Lo sciopero non può diventare una consuetudine: rischiamo di trasformare un diritto sacro in un gesto vuoto”

“Difendere il diritto di sciopero significa anche proteggerne il valore. Quando tutto diventa sciopero, nulla lo è più.”

Nel pieno rispetto del diritto costituzionale allo sciopero, strumento nobile e indispensabile della democrazia sindacale, riteniamo necessario sollevare una riflessione: non si può proclamare uno sciopero ogni settimana, né trasformare la protesta in un rito di abitudine, peggio ancora, farlo diventare uno strumento politico di collateralismo ai partiti.

Oggi si rischia di svuotare di senso lo strumento più alto di tutela dei lavoratori. Quando gli scioperi diventano centinaia nell’arco di un anno, anche le ragioni più giuste finiscono per perdere forza e ascolto. Lo sciopero deve restare un momento di rottura eccezionale, non una routine di calendario.

Come ricordava Giuseppe Di Vittorio, “È attraverso lo sciopero che i lavoratori, poveri e deboli isolatamente, affermano la propria potenza e l’indispensabilità della loro funzione sociale.
Parole che richiamano il senso profondo di una lotta che deve restare alta, consapevole e responsabile.

Un sindacato serio e moderno non misura la propria forza nel numero delle fermate, ma nella capacità di incidere, proporre, dialogare e costruire soluzioni.
Nel tempo della transizione digitale, della comunicazione in tempo reale e della società interconnessa, esistono oggi nuove forme di mobilitazione: campagne digitali, piattaforme partecipative, azioni coordinate sui social e strumenti innovativi di pressione pubblica che possono far arrivare la voce dei lavoratori senza bloccare il Paese.

Non si difende il lavoro creando disagi ad altri lavoratori, né ai pensionati, ai cittadini o a chi ha necessità sanitarie e deve spostarsi, diventando pendolare a fine settimana, quando deve rientrare a casa.

Non siamo di fronte a episodi isolati: i dati ufficiali della Commissione di Garanzia sugli scioperi indicano che nel 2025, fino a fine ottobre, in Italia sono stati proclamati nell’ordine dei 1.400 scioperi, con circa 550 iniziative effettivamente svolte, cioè decine di scioperi ogni mese solo nei servizi essenziali. È evidente che siamo di fronte a un utilizzo ormai strutturale, quasi ordinario, di uno strumento che dovrebbe restare eccezionale.
La responsabilità sociale di un sindacato sta anche nel non inflazionare e non snaturare questo diritto e sopratutto nel non contrapporre categorie, ma nell’unirle in una visione di futuro, inclusiva e solidale.

La responsabilità sociale di un sindacato sta anche nel non contrapporre categorie, ma nell’unirle in una visione di futuro, inclusiva e solidale.

Giuseppe Di Vittorio, intervenendo all’Assemblea Costituente, ammoniva con lucidità: “Noi oggi cerchiamo di evitare al massimo, nella misura del possibile, gli scioperi in regime democratico e repubblicano, perché desideriamo concorrere, con tutte le nostre forze, a consolidare e a sviluppare lo Stato democratico e repubblicano.
Un messaggio di straordinaria attualità, che invita i sindacati di oggi a usare lo sciopero come arma estrema, non come strumento di ordinaria gestione del dissenso.

Lo sciopero generale, quando necessario, deve restare l’ultima e più alta forma di lotta. Ma l’abuso rischia di farlo apparire come un riflesso del passato, un richiamo ottocentesco in una società che chiede risposte nuove, concrete, partecipate.

Il nostro impegno resta quello di costruire il futuro del lavoro, non di fermarlo.
Serve una stagione nuova del sindacalismo: più dialogante, più innovativo, più vicino alle persone e meno ancorato ai riti del passato.

“Il sindacato del futuro non urla più nelle piazze, ma parla al Paese con la forza delle idee, della responsabilità e della modernità.”

cav. dott. Benedetto Di Iacovo                                                                                                           

Segretario Generale Confial

 

 

 

 

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