CONFIAL. Lavoro povero: il divario salariale che non possiamo più ignorare

In Italia i salari restano ben sotto la media europea — e non parlo solo delle statistiche generali, ma anche di settori fondamentali come la scuola e il privato. Per la CONFIAL è ormai evidente: il gap salariale con Paesi come Germania, Olanda, Belgio, Finlandia, Francia e Regno Unito non è questione di “fortuna”, ma di politiche, contrattazione indebolita e compromessi troppo ampi.

Dati comparativi (ultimi disponibili):

  • In Germania, lo stipendio medio è circa €4.250 lordi al mese, contro un’Italia che si aggira intorno a €2.700–€2.800 lordi al mese (sempre in riferimento a salari medi).
  • In Francia il valore medio è circa €3.555 lordi al mese, sempre ben sopra l’Italia.  
  • In Olanda, Belgio e Finlandia la media salariale lorda supera anch’essa i €3.700–€4.100 mensili.  

Nel comparto scuola:

  • Secondo un recente rapporto, gli insegnanti in Germania percepiscono salari annui molto più alti rispetto a Francia e Italia: circa €62.300 contro ~€32.200 in Francia e ~€27.100 in Italia.  
  • La fonte sottolinea che, in molti casi, il salario iniziale in Italia e Francia è meno della metà di quello tedesco.  

Le responsabilità:

  • Non è soltanto “colpa del mercato internazionale”. Le associazioni datoriali più forti – Confindustria e analoghe – spingono per trattenere salari e margini, a scapito della dignità del lavoro.
  • Alcuni sindacati “storici”, che dovrebbero essere baluardo contro ingiustizie salariali, stanno invece contribuendo al congelamento dei salari reali e accettano troppi compromessi al ribasso. È il ghiacciaio in scioglimento: lento, apparente, ma devastante per chi sta sotto.

Le richieste della CONFIAL:

  1. Contrattazione collettiva libera e più forte, capace di imporre adeguamenti significativi e omogenei che colmino gradualmente il gap europeo.
  2. Trasparenza salariale nei contratti pubblici e privati, con monitoraggio indipendente dell’effetto reale sull’inflazione e sul costo della vita.
  3. Bilanciamento della potenza contrattuale: il sindacato non deve essere subalterno alle lobby datoriali ma interlocutore con pari forza.

“Non chiediamo carità, chiediamo rispetto. Non chiediamo solo salari più alti, ma una contrattazione che non sia più la variabile d’appoggio del profitto.”

La CONFIAL c’è, per dare VOCE e VALORE al lavoro.

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