STATI GENERALI DEL LAVORO E DEL PRECARIATO. MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONF.I.A.L. A GIOIA TAURO.

Una sala gremita, una platea attenta, con tantissime donne e giovani ma soprattutto i lavoratori dell’area portuale, i precari della pubblica amministrazione e non, gli ex LSU/LPU in attesa di stabilizzazione.
Un parterre di ospiti istituzionali importanti con il Prefetto dott. Antonio Reppucci, commissario del Comune di Gioia Tauro; il Sindaco di Rosarno avv. Giuseppe Idà a nome dell’assemblea dei Sindaci della piana. Quindi i dirigenti Locali di Confial, avv.ssa Maria Rosarno ed altri dirigenti responsabili dei servizi quali l’avv.ssa Alessandra Taverna per l’Associazione dei Consumatori e l’avv.ssa Antonella Stillitano per i Servizi di Patronato.
I lavori sono stati magistralmente moderati dal giornalista Dott. Domenico Latino. Sono seguiti gli interventi istituzionali previsti degli amministratori dei due Comuni più importanti della Piana, Gioia Tauro e Rosarno, quindi l’introduzione della coordinatrice della Confial territoriale Maria Rosarno, la quale ha passato in rassegna le principali problematiche dell’area della Piana e della provincia di Reggio Calabria, alla quale hanno fatto eco gli interventi della responsabile dell’Associazione dei Consumatori e del servizio di Patronato.
A concludere i lavori il segretario nazionale Confial Dott. Benedetto Di Iacovo.
Un intervento appassionato, denso di contenuti e di proposte, a partire da quelle riguardanti il rilancio dell’area portuale, per la quale Di Iacovo ha ricordato i suoi trascorsi nella provincia di Reggio ed il suo protagonismo negli anni ’90, allora, da segretario generale della UiL della provincia di Reggio Calabria , che lo ha visto proponente e firmatario, insieme ai colleghi delle altre sigle del “patto d’area” di Gioia Tauro, che ha dato poi luogo alla nascita della Medcenter Container Terminal (MCT) e quindi a tutto l’investimento portuale. “Duole -ha rimarcato Di Iacovo- vedere che una struttura così importante e strategica per il Mediterraneo possa essere in crisi e fare registrare un arretramento oltre che dal punto di vista della movimentazione del numero dei container, anche dal punto di vista dell’occupazione, con una pesante perdita di posti di lavoro. Dispiace -ha aggiunto- che nell’ultimo decennio istituzioni locali e sindacati si siano cullati nel difendere l’esistente, senza badare a nuove strategie tese all’implementazione delle attività dell’indotto, attraverso politiche per lo sviluppo delle attività produttive del retroporto, quindi della realizzazione della “catena del freddo” e di una zona franca industriale, cosa diversa dell’attuale ZES, della quale ci si è accontentati. Ma la cosa non mi meraviglia -ha aggiunto Di Iacovo- se penso che già nel 1992/93 quando discutevamo di questo strategico investimento, allora la CGIL e la UIL nazionale nelle persone di Sergio Cofferati e di Paolo Pirani e Pino Zito, allora segretario regionale trasporti UIL non vollero firmare quell’accordo, perchè evidentemente non ne compresero la strategicità e la portata. Lo firmammo solo noi responsabili provinciali del tempo e cioè Di Iacovo-Sbarra-Libri.  Quanto detto -ha sottolineato Di Iacovo- non ha significato di polemica ma semplicemente narrazione dei fatti che sono avvenuti e rimarranno nella storia delle battaglie sindacali di quei territori.                               

Di Iacovo ha poi trattato con dovizia di particolari il problema del precariato in generale (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna, ecc ). In particolare sulla vicenda degli LSU LPU calabresi ha affermato senza mezzi termini che la partita non solo non è chiusa ma che si è addirittura incarbugliata. Legare la stabilizzazione di questi 4.700 lavoratori – ha rimarcato il segretario nazionale di Confial- ai soli fabbisogni occupazionali degli Enti (quasi tutti in dissesto)  non risolverà il problema ed anzi lo fa arretrare. Ove si leghino i processi di stabilizzazione ai fabbisogni degli Enti, sarebbero poco meno di un migliaio i lavoratori che si andrebbero a stabilizzare. E questo è inaccettabile poichè si tratta di lavoratori sfruttati dalla pubblica amministrazione -ha aggiunto- dai Comuni soprattutto, per oltre un ventennio. Per questo chiediamo -ha aggiunto Di Iacovo-  tre cose: la storicizzazione dei 50 milioni del governo (atteso che il 38 ml della regione sono stati già storicizzati), quindi alcune deroghe ai vincoli assunzionali per il pubblico impiego, infine la previsione del ruolo sovrannunerario per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori negli enti extra ruolo.
Solo cosi, ha concluso Di Iacovo, si potrà scrivere la parola fine a questa vergogna di sfruttamento di stato di lavoratori a nero.

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