Incontro Segretario Generale Confial con la Ministra Bellanova

Il lavoro in tutte le sue declinazioni, in particolare nel settore agricolo e forestale, è stato al centro dell’importante incontro e confronto tenutosi presso il Ministero del Politiche Agricole e Forestali di via Venti Settembre, tra il Segretario generale della Confial nazionale Benedetto Di Iacovo e la Ministra Teresa Bellanova.

Il lavoro, la legalità e la regolarità del mercato del lavoro nel settore agricolo sono stati i principali argomenti, unitamente alle innovazioni nel settore con particolare riferimento a Agricoltura 4.0 . E’ stato ricordato che nel solo 2018 sono stati accertati ben 93.700 rapporti di lavoro fittizi in agricoltura, con numeri impressionanti al Sud e non solo: Calabria (seppure con una tendenza consolidata in flessione) e Campania registrano le percentuali più alte con rispettivamente il 9,9% e l’8,8%, seguite da Sicilia con l’8,1%, Puglia con il 7,6%, Sardegna e Molise entrambe con il 7,0. Questi dati confermano la notevole diffusione, specie nel Mezzogiorno, di sistemi di frode sempre più articolati, mediante i quali vengono attestati rapporti di lavoro in ambito agricolo del tutto fittizi, con la conseguente indebita erogazione da parte dell’INPS di provvidenze a sostegno dell’attività agricola, quali indennità di disoccupazione, malattia, maternità ed assegni al nucleo familiare, con particolare riferimento alle indebite percezioni di indennità assistenziali a favore di manodopera bracciantile fraudolentemente inquadrata in aziende agricole (anche non realmente operanti) ovvero di sfruttamento illegale della forza lavoro. Tutto questo -a parere della Ministra e della Confial- non deve significare mai una generalizzazione dei giudizi e che ogni strumento di sostegno al reddito sia fìttizio. Tutt’altro, il lavoro nei campi è un lavoro vero e faticoso che riguarda i più.

Quello del lavoro nero, in elusione, irregolare, nonchè lo sfruttamento dei minori anche nel settore agricolo è un fenomeno di particolare rilievo economico e sociale, complessivamente il business del lavoro irregolare e del caporalato in agricoltura vale molti miliardi di euro e il tasso di irregolarità è pari al 39,9%, tanto che si calcola un’evasione contributiva di quasi 49 miliardi di euro l’anno, un fenomeno che vede anche un forte interessamento da parte di organizzazioni criminali attratte dalla possibilità di conseguire, attraverso condotte truffaldine, ingenti somme di denaro liquido da investire poi in altri lucrosi traffici illeciti (commercio di sostanze stupefacenti, traffico di armi ed usura).

Lo sfruttamento del lavoro nelle aree rurali, è un esecrabile fenomeno storicamente presente, riguarda, soprattutto, lavoratori migranti, ma anche provenienti dall’Est Europa e nostri concittadini appartenenti a particolari fasce sociali che vivono in condizioni di indigenza, che non risparmia minori e donne, quest’ultime financo in stato di gravidanza. L’emersione di queste forme di grave sfruttamento, tra cui il caporalato, è piuttosto ardua, per la vulnerabilità e il timore delle vittime ed anche per la difficoltà di monitorare e di investigare il fenomeno del lavoro nero. Ma proprio questo dovrà essere la nuova frontiera dell’attività di contrasto che il Ministero, per come sollecitato da Di Iacovo e riscontrato nella ferma volontà della Ministra, dovrà mettere in atto nei prossimi mesi il Ministero condotto da Teresa Bellanova.

La Confial ha proposto alla Ministra Bellanova di istituire un Cabina di Regia di monitoraggio sul lavoro nero e il caporalato in agricoltura, per una migliore implementazione della legge n. 199 del 29 ottobre 2016, di quella sulla regolarizzazione dei rapporti irregolari promossi proprio dalla Ministra Bellanova, che come primo atto predisponga un protocollo d’intesa da applicare a livello territoriale tra i soggetti che a vario titolo sono chiamati a contrastare e reprimere tali fenomeni, a partire dalle Commissioni regionali per l’emersione istituite a livello nazionale ai sensi della Legge 448/1999 e che abbia come finalità quella di creare una sinergia tra di essi e un coordinamento unitario sulle azioni da porre in essere per tutelare i soggetti a rischio. Il Tavolo tecnico, presieduto dal Ministro dell’Agricoltura o suo delegato dovrà essere composto da un gruppo di esperti, e sarà competente sull’attuazione, verifica e risoluzione delle eventuali criticità relative all’attuazione del protocollo attraverso una costante azione di monitoraggio e la predisposizione di una relazione o Rapporto annuale sul sommerso e il lavoro non regolare sull’andamento contenente anche eventuali proposte operative per l’azione del Ministero dell’Agricoltura e, per i profili di competenza, da condividere con il Ministro del Lavoro. Un’altra azione dovrebbe poi, riguardare la conoscenza, per fare aumentare la consapevolezza, il mondo della scuola, con una vera e propria campagna di animazione territoriale nelle scuole, per diffondere la “cultura della legalità”, del lavoro regolare e del buon lavoro”.

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