CONFIAL: L’ITALIA DEL 2026 NON PUÒ ESSERE GOVERNATA CON UNA LEGGE DEL 2002. È TEMPO DI SUPERARE LA BOSSI-FINI E COSTRUIRE UNA NUOVA POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE REGOLARE, DEL LAVORO DIGNITOSO E DELL’INTEGRAZIONE
Dichiarazione congiunta del Segretario Generale CONFIAL, Benedetto Di Iacovo, e della Segretaria Nazionale CONFIAL – Dipartimento Immigrazione, Awatef Allagui Awatef AL
L’Italia del 2026 è profondamente diversa da quella del 2002. Sono cambiati il mercato del lavoro, il sistema produttivo, la struttura demografica, le esigenze delle imprese e le prospettive di sviluppo del Paese. Continuare ad affrontare il fenomeno migratorio con un impianto normativo concepito oltre vent’anni fa significa inseguire i problemi anziché governarli.
Per CONFIAL è ormai ineludibile aprire una nuova stagione legislativa, capace di coniugare legalità, sviluppo economico, sicurezza, integrazione e dignità della persona.
L’Italia vive uno dei più profondi inverni demografici della propria storia. Diminuiscono le nascite, aumenta l’età media della popolazione e cresce la difficoltà delle imprese nel reperire lavoratori in numerosi comparti strategici: agricoltura, pesca, edilizia, turismo, logistica, ristorazione, assistenza familiare, servizi sociosanitari, manifattura, trasporti e numerose professioni tecniche.
In questo scenario l’immigrazione non può più essere affrontata esclusivamente come una questione di sicurezza o di ordine pubblico.
È una politica del lavoro. È una politica economica. È una politica di sviluppo. È una politica di integrazione.
Le persone che arrivano nel nostro Paese non sono semplicemente forza lavoro. Sono donne e uomini portatori di competenze, diritti, doveri e speranze, che chiedono di poter costruire un futuro attraverso un lavoro regolare e dignitoso.
Accanto ai fenomeni di sfruttamento e di caporalato, permane però un’altra criticità troppo spesso sottovalutata: la lentezza della macchina amministrativa.
CONFIAL segue quotidianamente lavoratori stranieri perfettamente integrati, molti dei quali già assunti con contratti a tempo indeterminato, che attendono quattro, sei e in alcuni casi fino a otto mesi soltanto per essere convocati presso gli Uffici Immigrazione delle Questure per il rilievo delle impronte digitali o per completare le procedure di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno.
Queste lungaggini burocratiche non producono maggiore sicurezza. Al contrario, finiscono per creare una pericolosa terra di nessuno amministrativa, nella quale persone che desiderano vivere e lavorare nella piena legalità rimangono prive di certezze.
In alcuni casi questi ritardi possono favorire, loro malgrado, rapporti di lavoro irregolari e invisibili; in altri possono indurre le persone più fragili a percorrere scorciatoie che alimentano l’irregolarità e, nei casi più estremi, la clandestinità.
È una situazione che uno Stato moderno non può più permettersi. La legalità passa anche attraverso una Pubblica Amministrazione efficiente.
Per questo CONFIAL propone un piano straordinario di potenziamento degli organici degli Uffici Immigrazione delle Questure, delle Prefetture e degli Sportelli Unici per l’Immigrazione, accompagnato dalla completa digitalizzazione delle procedure e dall’introduzione di tempi certi per ogni procedimento amministrativo.
Parallelamente è necessario rafforzare gli organici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dei Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro. Più controlli non significano più burocrazia. Significano più legalità.
Ogni lavoratore che emerge dal sommerso produce maggiori contributi previdenziali, maggior gettito fiscale, recupero di sanzioni e maxi-sanzioni e tutela la concorrenza tra le imprese.
Gli ispettori non rappresentano un costo. Rappresentano un investimento per lo Stato e per il sistema economico. Accanto ai controlli, tuttavia, è necessario anche valorizzare chi opera correttamente.
CONFIAL propone l’introduzione di strumenti di premialità per le imprese che rispettano integralmente i contratti collettivi, investono nella formazione, garantiscono condizioni di lavoro e di vita dignitose ai propri dipendenti e contribuiscono concretamente all’integrazione dei lavoratori stranieri.
Colpire chi sfrutta e premiare chi rispetta le regole devono diventare i due pilastri di una moderna politica del lavoro.
Per queste ragioni CONFIAL annuncia l’avvio della predisposizione di una Legge Quadro per il Governo dell’Immigrazione Regolare, del Lavoro Dignitoso e dell’Integrazione, che sarà sottoposta al confronto con Parlamento, Governo, Regioni e parti sociali.
La proposta si fonderà su alcuni principi fondamentali:
* programmazione degli ingressi sulla base dei reali fabbisogni occupazionali;
* superamento della logica emergenziale;
* tempi certi per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno;
* rafforzamento di Questure, Prefetture e organi ispettivi;
* contrasto strutturale al caporalato e al lavoro nero;
* lavoro dignitoso e abitare dignitoso;
* formazione linguistica, civica e professionale;
* certificazione delle competenze;
* piena integrazione sociale.
Tra le innovazioni più significative sarebbe utile l’istituzione della Cabina Regionale Permanente per l’Immigrazione Regolare, il Lavoro e l’Integrazione, quale organismo di programmazione dei fabbisogni occupazionali e delle politiche di integrazione.
CONFIAL propone inoltre la costituzione, presso ogni Prefettura, di Consulte permanenti sull’immigrazione, con la partecipazione delle associazioni degli immigrati realmente costituite e operative, delle organizzazioni sindacali, delle organizzazioni datoriali e delle istituzioni competenti.
Le Consulte dovranno diventare luoghi permanenti di ascolto, monitoraggio, proposta e intervento operativo, capaci di intercettare tempestivamente le criticità e contribuire alla costruzione di soluzioni condivise.
«È tempo di passare definitivamente dalla denuncia alle proposte» dichiarano Benedetto Di Iacovo e Awatef Allagui. «L’Italia ha bisogno di governare l’immigrazione e non di subirla.
Una moderna politica migratoria deve mettere al centro la persona, il lavoro regolare, la legalità, la formazione, l’integrazione e lo sviluppo.
È questo il contributo che CONFIAL intende offrire al dibattito nazionale, con l’obiettivo di costruire un sistema più giusto, più efficiente e più moderno, capace di guardare all’Italia del 2050 e non a quella di oltre vent’anni fa.»
